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Roma, 11 marzo 2016

Un ricco calendario di eventi gratuiti a Roma

 in occasione del 168o anniversario della Rivoluzione ungherese del 1848

 

In occasione del 168o anniversario della Rivoluzione ungherese del 1848, tra il 15 ed il 17 marzo 2016 l’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri, via Giulia 1) ha previsto una serie di iniziative.

 

Il primo evento in programma, sarà la deposizione di una corona d’alloro al busto di István Türr, eroe ungherese del Risorgimento italiano, uno dei partecipanti alla spedizione dei Mille di Garibaldi. La cerimonia prevista per le ore 16.30 di martedì 15 marzo lungo la Passeggiata del Gianicolo, si svolgerà in collaborazione con l’Ambasciata d’Ungheria presso il Quirinale.

 

Il 17 marzo, alle ore 19.30 si proseguirà presso la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma (Palazzo Falconieri–Via Giulia, 1) con l’inaugurazione della mostra Lux in tenebris lucet – La rinascita del chiaroscuro spirituale del noto pittore ungherese Ádám Kisléghi Nagy. La mostra–curata da Pál Németh, e composta da una cinquantina di quadri, prevalentemente realizzati ad olio su tela con tematiche strettamente religiose – verrà inaugurata in presenza dell’artista, dal Mons. Daniel Emilio Estivill, docente di Iconografia e Iconologia presso la Pontificia Università Gregoriana. La mostra resterà aperta fino all’8 maggio 2016.

 

Al vernissage, alle ore 20.30 seguirà la rappresentazione concertistica dell’opera Il castello di Barbalù di Béla Bartók. Ad eseguire l’opera del noto compositore ungherese in forma di concerto saranno due alunni del celebre soprano Sylvia Sass, ovvero il soprano americano Tiffany Herring- Rufini e il basso-baritono italiano Riccardo Certi. Ad accompagnare al pianoforte questo complesso dramma interiore sarà la pianista giapponese Ryoko Tajika Drei. La serata sarà introdotta da Marco Guardo, Direttore della Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana. Parallelamente al concerto lungo il corridoio nobile del Palazzo Falconieri gli interessati potranno invece prendere visione dell’omonima mostra a cura della nota pittrice veneziana Rosetta Acerbi, vedova del celebre compositore italiano Goffredo Petrassi. La mostra comprende un ciclo di 7 opere, realizzate nel 1988, ad olio su tela. La mostra resterà aperta fino al 17 aprile 2016

 

 

Nei quadri di Rosetta Acerbi dedicati al Castello di Barbablù, trattasi di una serie di opere di grande qualità pittorica in cui l’Acerbi artista donna, sensibile ed attenta, si immerge profondamente nel mito per scandagliare il mondo dell’altro, cioè del maschio. Ho visto in questi quadri lo sforzo terribile per noi – calati come siamo nella società consumistica – di accedere all’altro, di riconoscere nell’altro i nostri propri tratti. La cosa più interessante e direi quasi inquietante è che in questa serie di quadri Barbablù e Giuditta a volte sembrano lo stesso personaggio. Hanno qualche parentela profonda: nell’espressione attonita e crudele, ma sorpresa e annichilita di Barbablù si riscontrano vagamente i tratti di Giuditta che invece si offre in una specie di seminudità, in una attesa altrettanto trepida e crudele, insieme vittima e carnefice. (Giorgio Pressburger)