20-28 giugno  

                                                                                                                  

Il teatro di Verdi  

Workshop avanzato dell'EuAct Studio, diretto da Paolo Antonio Simioni  

Nell'ambito dell'Anno Culturale Ungheria-Italia 2013

 

Il 2013 è l'anno del bicentenario di Giuseppe Verdi. Gli attori partecipanti ai corsi affrontano personaggi da loro scelti tratti da drammi e romanzi che hanno ispirato il grande compositore italiano per la realizzazione delle sue opere (Shakespeare, Schiller, Dumas). La performance "Il Teatro di Verdi" prevede la selezione dei migliori lavori e dei migliori talenti individuati nell'arco dei 6 seminari gemellati tra Roma e Budapest, a cavallo tra il 2012 e il 2013, con scene e monologhi. 

Dopo il successo del Tristano di EuAct al Teatro La Fenice di Venezia dello scorso 5 giugno, il gruppo di lavoro internazionale e multilingue nato nel 2010 con l’obiettivo di creare scambi internazionali finalizzati a performance multilinguistiche, torna a Roma con il seminario Il teatro di Verdi.

 

La prova aperta al pubblico, programmata nell’ambito dell’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013 ed in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, si terrà venerdì 28 giugno 2013, alle ore 20.30 presso l’Istituto Balassi - Accademia d’Ungheria in Roma (Via Giulia, 1).

 

La performance sarà preceduta da una settimana di workshop (21-28 giugno 2013) presso l’Accademia d’Ungheria in Roma), durante il quale gli attori partecipanti ai corsi affronteranno personaggi da loro scelti, tratti da drammi e romanzi che avevano ispirato il grande compositore italiano per la realizzazione delle sue opere (Shakespeare, Schiller, Dumas).

La performance "Il teatro di Verdi" infatti prevede la selezione di alcuni dei migliori lavori e dei migliori talenti individuati nell'arco dei 6 seminari gemellati tra Roma e Budapest, a cavallo tra il 2012 e il 2013, con scene e monologhi tratti da Otello, Macbeth, La Signora delle Camelie, Intrigo e amore, La pulzella d’Orleans. Si seguiranno sul palco dunque attori già noti al pubblico dell’Accademia, grazie alle performance precedenti, e altri per la prima volta a Roma, pronti, in alcuni casi, ad affrontare la sfida di costruire un personaggio in soli otto giorni di lavoro, affidandosi al metodo proposto da Simioni. Molti dei dialoghi saranno inoltre affrontati dagli attori ognuno nella propria lingua madre, permettendo all’italiano e all’ungherese di mescolare le rispettive musicalità, sfida particolarmente difficile per i partecipanti. 

Paolo Antonio Simioni

Specialista del metodo Stanislavskij, è stato uno dei più giovani allievi della coach americana Susan Batson. Preparatore di livello internazionale, agisce prevalentemente tra Roma e Budapest.

Come regista e attore ha collaborato con alcune tra le maggiori istituzioni nazionali nell’ambito di cinema, televisione, teatro e arte, quali la Biennale di Venezia, Cinecittà, il Festival dei due Mondi di Spoleto, il Mittelfest,  il Palazzo delle Esposizioni di Roma, la Rai, il Teatro La Fenice di Venezia…

e con personalità quali Gabriele Vacis, Lena Lessing, Sergio Castellitto, Terence Hill, Omero Antonutti, Giuseppe Bevilacqua, Luciano Virgilio, Susanna Costaglione, Marco Maria Tosolini, Leonardo Kopacin Gementi, Mario Bottinelli Montandon e Lucrezia De Domizio Durini, Mahmoudan Hawad, Dorka Gryllus, Székely B.Miklos...

Già direttore artistico della Rassegna di prosa, musica, poesia e arte “Rifrazioni”, è il fondatore del gruppo internazionale e multilinguistico EuAct. 

COS’È EUACT STUDIO?

Lo studio prende il nome da un gruppo di lavoro allo scopo di riunire un nucleo di attori provenienti dalla scuola di Susan Batson, ed espanderlo a colleghi con una comune sensibilità rispetto al lavoro: artisti residenti nelle più importanti capitali europee formati sul solco della stessa tradizione metodologica o uniti da una comune sensibilità rispetto all'interpretazione e al senso del lavoro dell'attore, con l'obiettivo di creare un movimento internazionale di seminari, contatti e, alla fine, una vera e propria compagnia multilingue i cui spettacoli saranno prevalentemente interpretati in due o tre idiomi. Primo esperimento, nel gennaio 2011, è stato lo spettacolo “La confessione di Nikolaj Stavrogin”, interpretato da Paolo Antonio Simioni (Italia), Székely B.Miklos (Ungheria), con la consulenza artistica di Lena Lessing (Germania).

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